Roberto Re è un analfabeta funzionale?

La domanda che mi è nata in testa dopo un recente intervento di Roberto Re sul mio gruppo è la seguente:

“Roberto Re è un analfabeta funzionale? O solo un incauto investitore?”

E nell’articolo che segue, cercherà di offrirti i dati necessari ad una risposta ponderata.

Secondo l’avvocato Roberto Tedesco, Penalista a Monza:

L’espressione “analfabeta funzionale” identifica un soggetto incapace di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle varie situazioni della vita quotidiana e pertanto si traduce nell’incapacità di comprendere, valutare le varie informazioni riscontrabili nell’attuale società.

Fonte: Avvcloud.

Dopo aver letto un suo recente commento ad un mio post sul mio gruppo, questa domanda ha iniziato a tormentarmi, e in questo articolo vedremo insieme qualche indizio a favore della tesi.

Starà poi a te darti una tua personalissima risposta alla domanda del titolo. 

Questo articolo ti permetterà pertanto di capire perché dovresti valutare con molta cautela ogni opportunità di investimento che ti venga proposta durante gli eventi di Roberto Re, prima di aver fatto le tue opportune ricerche in merito.

Spoiler: devi farlo tu, perchè lui non lo fa, come ti confermerà lui stesso fra poco.

E ti mostrerò che la celebrità di Re non è sufficiente a garantirti la sicurezza che guadagnerai dagli investimenti ad alto rischio che vengono proposti dai suoi ospiti.

E lo farò prendendo spunto e rispondendo ai due commenti che Roberto Re ha pubblicato sul gruppo Propagalo, a proposito delle vicende che coinvolgono Stefano Versace.

Antefatto: Stefano Versace e i suoi gelati.

Stefano Versace è un personaggio che è diventato famoso qualche anno fa negli ambienti della formazione, per aver fatto fortuna negli Stati Uniti con una catena di gelaterie dedicata al “Vero Gelato Italiano”.

Fin qui, niente di male.

In breve tempo diventa una vera e propria micro-celebrità, spinto soprattutto dalla community nata attorno a Roberto Re, di cui inizia a presenziare i palchi, sia virtuali che reali.

Finisce anche in TV, ospite di alcuni format come Quarta Repubblica, su Rete4.

Su Ted Rovigo viene presentato così:

Padre, marito e imprenditore con un grande sogno: aprire la più grande catena di gelaterie negli USA. 

Stefano muove i primi passi professionali a 16 anni come agente di assicurazioni nella società di brokeraggio del padre. Dopo 14 anni capisce che era giunto il momento di dare forma a qualcosa di suo, di nuovo, di indipendente.

Non è un mastro gelataio, ma è un visionario e un esperto di finanza applicata all’economia reale.

[…]

Oggi stringe finalmente tra le mani il suo sogno: la KONOS – Gelato is happiness che nasce dalla precedente Stefano Versace Gelato, leader del settore gelaterie italiane in America e in particolar modo a in Florida con una ventina di punti vendita negli angoli più prestigiosi di Miami.

Fondatore di Imprendifood e della Stefano Versace Mastermind, il primo corso completo dedicato a imprenditori del food o aspiranti tali che ha visto oltre 1000 partecipanti nelle due edizioni 2018 e 2019 con ospiti come Alfio Bardolla, Oscar Farinetti, Roberto Re e Iginio Massari.

Fonte: TedXRovigo

Anche qui, niente da dire.

Il problema nasce quando Stefano Versace, durante almeno uno eventi di Roberto Re di cui è ospite, lancia l’opportunità ai presenti di unirsi alla sua impresa, la “Stefano Versace Gelato”, come investitore.

Così almeno dice una querela presentata, di cui parleremo fra poco.

Ed è lì lì che iniziano i problemi.

In pratica, l’azienda dichiara bancarotta, la catena di gelaterie fallisce, i fornitori non vengono pagati, e la “Stefano Versace Gelato” chiude i locali, aprendo qualche tempo dopo un’altra catena di gelaterie, la stessa “Konos” citata da Ted Rovigo.

Fonti: 1 | 2 | 3

A questo punto, se sei una persona con un minimo di sale in zucca,  ti sorgeranno due domande:

  • Perché Stefano Versace, così famoso negli Stati Uniti, terra delle opportunità e degli Angel Investor, ha bisogno di cercare investitori in Italia?
  • Perché agli investitori della Stefano Versace Gelato non sono state offerte quote della Konos, a parziale risarcimento del precedente fallimento?

Non lo so. 

So solo che in Florida le cause pendenti dovute alla dichiarazione del fallimento sono ancora in corso.

La più recente è quella in cui una delle aziende creditrici aveva richiesto il pignoramento di tutti i conti, anche personali, tra cui uno cointestato alla moglie di Versace, collegati ad una delle società che gestivano le gelaterie, facente capo a Stefano Versace negli Stati Uniti; ditta ormai chiusa, per debiti non pagati.

Dopo il pignoramento, Versace aveva richiesto e ottenuto in appello almeno lo spignoramento del conto cointestato, in quanto per la legge non farebbe parte dei conti aggredibili.

Come noterai, tra gli appellant c’è il nome di Robert(o) Re, cosa che lascia intendere (magari a torto, non lo so) che avesse un ruolo nella società diverso da quello di semplice investitore.

A quanto pare, il Giudice ha dato ragione a Versace.

Fonte: Justia

Ed è a questo punto che entra in gioco Roberto Re, che commenta il post in cui do la notizia, sul mio gruppo Facebook [link diretto al post].

Il concetto del post su Facebook che devi tenere bene a mente, per comprendere certe dinamiche, è ciò che scrivo alla fine del post stesso, rispondendo alla domanda:

Cosa puoi imparare da questa storia?

Se ti piace l’intrattenimento da palco e la motivazione, frequenta i corsi di motivazione e carbonelle.

Nessuno te lo sconsiglia.

Ma prima di investire i tuoi soldi in ciò che propongono in questi corsi, soprattutto se ti dicono che sono “soldi facili” o “soldi sicuri”, chiedi consiglio a qualcuno che non abbia interessi economici nell’affare, e controlla che ciò che ti viene promesso sia fattibile, e non semplice marketing per gonzi.

Il “Re del Gelato” era venuto a catturare investimenti in Italia, perché negli USA aveva pochissima credibilità (e zero reputazione).

D’altronde, Versace era già finito nei guai in Italia: era stato arrestato in flagranza di reato per aver… rubato specchi in chiesa!

Dopo una sparatoria con tanto di fuga e carabiniere messo sotto.

Se avesse avuto tra le mani una miniera d’oro gelato, negli Stati Uniti avrebbe avuto la fila alla porta di investitori disposti a dargli miliardi.

Non avrebbe certo avuto bisogno dei tuoi spicci.

E’ lo stesso principio dei ponzi nel mondo delle cripto e del trading automatico.

Se le promesse fossero reali e realizzabili, non avrebbero bisogno dei tuoi spicci, e non ti darebbero nemmeno la confidenza di condividerle con te.

In un post di maggio 2022 scrivevo:

Sicuramente è colpa di chi ha investito, tanto gonzo da credere che fosse un investimento sicuro.

Io però me la ricordo la storia diffusa su tutti i giornali e online dai vari formatori suoi amici.

“Vessato dal Governo cattivo italiano, va a Miami e fa fortuna”.

Addirittura:

“Multato a Urbino, ‘scappa’ negli Usa. Ora è il re del gelato”.

Ricordo anche tanti a cui dissi:

“Sarà, ma a me pare tanto fumo di storytelling e poco arrosto.

Perché uno che in USA è così ricco e famoso ed apprezzato, dovrebbe venire a cercare investimenti in Italia? In USA gli Angel Investor investono milioni in progetti ben più fumosi di questo, perchè non dovrebbero darli a lui?”.

Ho poi aggiunto in un commento, ad un utente del gruppo che dava del “fake” a Roberto Re:

Finché [Roberto Re] si mantiene nel suo, ovvero corsi motivazionali, è il più bravo intrattenitore da palco che c’è in Italia.

Non gli si può dire nulla.

Di fatto, se partecipi ai suoi corsi come parteciperesti ad uno spettacolo teatrale, o circense, o di cabaret, sei a posto e ti diverti pure.

Il problema è quando ti fai convincere dall’attore, cabarettista o domatore di opossum di turno, che si alterna a lui sui suoi palchi, a investire in “opportunità”.

Semplicemente, non è il loro mestiere.

E Roberto Re è il primo a cadere in tutti gli schemi Ponzi di turno.

Non so se come vittima anche lui, o aguzzino, ma vale per lui ciò che vale per Big Luca.

Anche Big Luca è un bravissimo intrattenitore, che usa la scusa del business per fare il suo spettacolino sul web.

Ma non è null’altro che un personaggio, con un’ottima parlantina, che sfrutta il web per fare il suo spettacolo di intrattenimento.

Ma…

Nessuno dei due ha le conoscenze minime per distinguere uno schema ponzi/piramidale da una reale e solida opportunità di guadagno.

E lo hanno dimostrato più e più volte.

Quindi eviterei di dargli credito, quando escono dal loro.

Robert De Niro è fra gli attori più pagati al mondo.

Ma io personalmente non lo pagherei mai come consulente, per sapere dove investire i miei soldi.

Anche perché è noto che ha una pessima gestione del denaro [fonte].

I commenti di Roberto Re.

Forse irritato dalle mie considerazioni, Roberto Re ha pubblicato non uno, ma ben due commenti in risposta, che vedi nell’immagine seguente.

link diretti ai commenti: 

Parte 1 | Parte 2

La mia prima reazione alla lettura di questi commenti è stata questa:

Ora andremo ad analizzare insieme questi due commenti, frase per frase, e proveremo insieme a commentare quanto da lui dichiarato.

D’altronde, lui è un esperto di comunicazione, quindi sa pesare ogni parola con molta attenzione.

O almeno, così credevo.

In realtà, scoprirai tra poco come, alla fine, mi abbia dato ragione!

Da cui il dubbio se sia un incauto investitore, o semplicemente un analfabeta funzionale, incapace di leggere, comprendere e rielaborare ciò che viene scritto.

Iniziamo?

Rispondo ai commenti di Roberto Re.

Da qui in avanti rispondo rivolgendomi direttamente a Roberto Re.

Nel virgolettato, i suoi commenti.

A seguire, il mio.

Ieri sera un amico mi ha segnalato questo post nel quale vengo citato.

Al di là del fatto che faccio fatica a comprendere chi vive gettando palate di merda addosso al prossimo e cerca consensi e attenzioni ergendosi a paladino della giustizia a mo’ di sindrome della Iena mancata, e men che meno apprezzo chi comunica con l’arroganza e la presunzione tipiche di chi pensa di essere sempre superiore agli altri in tutto e per tutto (in base poi a non si sa quali motivazioni e soprattutto risultati), motivi per i quali mi tengo ben lontano da profili di questo genere, mi trovo mio malgrado costretto a rispondere a questa ennesima illazione da parte di una persona che nemmeno conosco e che quantomeno, se proprio vuole fare il salvatore delle povere anime in pericolo, dovrebbe almeno essere più informato su ciò di cui parla ed essere dotato di un minimo di onestà intellettuale che gli impedisca di cadere a sua volta nei comportamenti disonesti e manipolatori che lui tanto caldamente combatte.

Questo sproloquio, scritto da te, che combatti da inizio pandemia una vera e propria guerra da novax dichiarato contro Governo e medici provax, sinceramente lascia un po’ il tempo che trova.

Ti rendi conto che potrei commentare copincollando la tua stessa obiezione, parola per parola, senza modificarne nessuna, in riferimento alla tua crociata contro i vaccini, soprattutto nei post dove critichi i medici che fanno divulgazione a favore, arrivando ad usare parole spesso al limite dell’insulto personale? 

Come risponderesti tu ad una critica del genere?

Bene, datti da solo una risposta. 

E chiediti come mai condanni negli altri, il tuo stesso comportamento.

Su una cosa però hai pienamente ragione:

Io seguo il codice del guerriero: il bushido.

Che in Europa trova un parallelo nel codice del Paladino.

Quindi, sì, nelle mie battaglie agisco come un Paladino.

Se finisci per catturare il mio interesse, insultarmi ti servirà davvero a poco.

Se non come ulteriore stimolo ad eradicarti, come si eradica il male in nome di un Bene Superiore.

Pensa piuttosto a cosa fare per evitare di catturare il mio interesse.

Suggerimento: evitare di promuovere ulteriori schemi piramidali, sarebbe sicuramente un ottimo inizio.

Ti faccio inoltre notare, giusto per inciso, che ho collaborato come consulente sia con gli autori de “Le Iene”, che con quelli di “Striscia la Notizia”, proprio in merito ad alcuni schemi piramidali diffusi in Italia.

Non c’è nessun attacco frontale a Stefano Versace, nel post. 

Viene solo riportato un dato di fatto.

Che puoi facilmente confutare, nominando uno o più investitori americani che abbiano effettivamente investito nelle gelaterie, cifre pari o superiori a quelli italiani.

Per quanto riguarda il vostro essere soci, è la giurisprudenza che lo dice, non io. 

Nella causa intentata sei nominato come appellant, insieme a Bruno e Stefano Versace, per un conto che, nominalmente, è intestato a Stefano Versace e a sua moglie.

Ci sta che io abbia frainteso la natura del vostro rapporto, ma trattandosi di una richiesta in appello (che si fa solo in presenza di una sentenza precedente), per cause pendenti che coinvolgono una società, ciò sarebbe possibile solo se sei parte in causa, come socio, e non come semplice investitore. 

Ma puoi smentirmi facilmente, dimostrando che in prima istanza non eri indicato come parte in causa.

Nel post comunque non c’era nessun intento di caricarti della responsabilità del fallimento.

Figuriamoci.

Per me sei una vittima, come lo sono gli altri.

E lo sei, perchè non sei in grado di distinguere un’opportunità vera, dalla fuffa.

Nello specifico leggo che nel suo attacco frontale a Stefano Versace, cosa che non sta a me giudicare, in questo post si parla di una società “facente capo a Stefano Versace e Roberto Re”, dando così chiaramente a intendere che io fossi “a capo” dell’intero Business delle Gelaterie Versace come socio di Stefano;

Non ti di voglio affibbiare nessuna responsabilità.

La tua responsabilità è altrove, nella mancata due diligence “da buon padre di famiglia“, come si dice in gergo.

Responsabilità che tu stesso confermerai a breve.

 messaggio in seguito rinforzato da affermazioni sul fatto che io lo promuovessi ai miei corsi o che io abbia in qualche modo promosso investimenti di qualsiasi tipo addirittura convincendo io in prima persona i miei clienti a investire (concetto poi ampiamente rinforzato in alcuni dei commenti al post stesso).

Non ho scritto nulla di tutto questo.

Queste sono elucubrazioni tue.

L’unica colpa che ti attribuisco, e che ad un “comunicatore” non riesco a perdonare, è di non saper distinguere una vera opportunità da ciò che non lo è.

Tant’è che ho chiaramente scritto nel commento:

Il problema è quando ti fai convincere dall’attore, cabarettista o domatore di opossum di turno, che si alterna a lui sui suoi palchi, a investire in “opportunità”.

La frase, di intento umoristico, era una critica alle persone che presenti sui tuoi palchi, e che poi millantano opportunità di guadagno, su cui convincono il tuo pubblico ad investire. 

Solo quel “lui” è riferito a te.

Non il resto. Riferito ai tuoi discutibili ospiti. 

E non a tutti, per fortuna, ma solo a quelli che pretendono di raccogliere investimenti dai tuoi palchi.

Da nessuna parte dico che sei stato tu a proporlo.

Non l’investimento Versace, almeno.

Che è solo la punta dell’iceberg.

Ma ritorneremo su questo concetto a breve.

Il tutto condito da innumerevoli affermazioni denigratorie sulla mia persona e sulla mia professionalità, atte chiaramente a darmi ulteriore discredito, facendomi passare per un ridicolo giullare da palco

Mai detto nulla di tutto questo, e mi spiace che tu l’abbia presa tanto sul personale. 

Non c’è nessuna volontà di screditarti come intrattenitore da palco.

Per essere un comunicatore, mi sembri un tantino permaloso, suscettibile, ipersensibile.

E te lo faccio notare da “iena mancata”, non da comunicatore.

Ho chiaramente scritto:

Finché [Roberto Re] si mantiene nel suo, ovvero corsi motivazionali, è il più bravo intrattenitore da palco che c’è in Italia.

Ti offende essere considerato un intrattenitore?

Mi definisci un giornalista mancato e una iena fallita e frustrata.

Quello sì che potrebbe essere preso per un insulto.

Ma non da me.

Sono felice di ciò che sono oggi.

Tu per me sei un intrattenitore da palco.

Non ti riconosco come “mental coach”, perchè non è una professione riconosciuta.

Non ti riconosco come “motivatore”, perchè nemmeno questa è una professione riconosciuta.

Non ti riconosco come “formatore”, perchè non hai seguito percorsi legalmente riconosciuti per questa qualifica.

Che in Italia equivale a quella di “insegnante”.

Dalle mie ricerche non mi pare che tu abbia lauree o licenze come insegnante o psicoterapeuta, né come esperto di finanza: quindi, non sei un professionista né in campo medico né in quello finanziario.

Ergo, per me non sei nulla di tutto ciò.

Inoltre…

Intrattenitore in inglese si traduce con “Showman“.

Com’è che se te lo dice Dan Peterson, paragonandoti a Fiorello, noto cabarettista, ti senti onorato a tal punto da metterlo sull’home page del tuo sito…

Ma se te lo dico io, ti senti tanto offeso da minacciarmi di querela?

Ma è solo la mia opinione su di te.

Come quella di “iena fallita e frustrata” è la sintesi della tua opinione su di me.

Solo che io non mi offendo quando la esprimi; nemmeno quando mi dai del frustrato.

Semplicemente perchè come tu stesso hai detto, non mi conosci e non sai chi io sia.

E non hai fatto nemmeno una “due diligence”, per capire chi fossi, prima di lanciarti in questa filippica imbarazzante.

Perché non la sai fare.

Quindi, la tua opinione su di me, per me vale ZERO.

Inoltre…

Saper intrattenere la considero un’arte degna di stima, e tu sei il migliore a farlo in Italia, quando si tratta di farlo da un palco.

Motivo per cui ti stimo.

Davvero.

Io non saprei fare quello che fai tu sul palco.

Come detto prima, la frase:

Il problema è quando ti fai convincere dall’attore, cabarettista o domatore di opossum di turno, che si alterna a lui sui suoi palchi, a investire in “opportunità”.

non era riferita a te.

Posto che non considero offensivi dei lavori dignitosissimi e spesso molto ben retribuiti come quelli di attore, o cabarettista, o di addestratore di animali. 

Né ti ho mai definito “giullare”. 

Parola tua, non mia.

Oltre che tanto poco intelligente e informato da non possedere nemmeno “le conoscenze minime per distinguere uno schema ponzi/piramidale da una reale e solida opportunità di guadagno”…

Non è facile distinguere uno schema piramidale da un’opportunità legittima, e tu hai dimostrato più volte in passato di non saperlo fare.

Lo hai dimostrato quando hai stretto una partnership con Lyconet, sanzionata per ben due volte anche in Italia come schema piramidale dall’AGCM.

Fonte: RobertoRe.com

Fonte: RobertoRe.com

(Vedremo se avrai almeno il coraggio di mantenere le pagine online, dopo questo).

Hai persino fatto parlare Nicola Domini, come testimonia una partecipante:

“Io ero presente alla presentazione di Lyoness sui palchi di Re, stavo facendo il suo famoso corso Fly. Chi parlava era un emaciato Nicola Domini, diventato poi milionario dicono e con attuale residenza a Dubai. Mi piaceva Re, prima di Lyoness”.

Lo hai dimostrato quando hai stretto una partnership con la rete ViSalus prima e Pruvit dopo, come testimoniano le fonti disponibili in rete.

Si parla addirittura di un “team Roberto Re”.

[Fonte Riservata]

ViSalus e Pruvit sono sotto indagini per presunti reati anche in Italia.

Siamo sul penale.

Bastava informarsi sull’indagine “Cheope”, che si svolge tra Italia e San Marino.

Fonti: Libertas | Corriere Romagna

Basta fare una ricerca online.

Ne ha parlato anche Striscia la Notizia. Qui.

ViSalus negli Stati Uniti ha avuto più di qualche guaio con la magistratura.

Anche qui, bastava fare una due diligence, per saperlo.

Fonte: Gazzetta Diretta

E tu non l’hai fatta.

Pruvit ancora oggi, dopo anni di attività, vende un integratore ILLEGALE in Europa e in Italia.

Integratore che non è nemmeno notificato al Ministero.

E sono sicuro che tu non ne fossi a conoscenza, perchè altrimenti non ci avresti messo la faccia.

Perché non penso affatto che tu sia uno stupido, contrariamente a ciò che tu credi.

Questo nell’immagine qui sotto sei tu che lo promuovi.

O è un sosia?

[Cicca per guardare il Video su Facebook]

Per non parlare delle informazioni a tuo riguardo sui giornali: lo dice la Gazzetta di Modena, che sei stato già truffato in passato [Fonte].

O vogliamo parlare di QubiTech/QubitLife?

Insomma un povero guitto e anche un po’ scemotto!

Non ti definirei mai né un guitto né uno scemotto. 

Anche queste, sono parole tue.

Non mie.

Al massimo, ti direi che sei un po’ ingenuo.

O sprovveduto, quando si parla di schemi piramidali e truffe.

Nonostante tu faccia finta di non conoscermi, sai benissimo con chi ho lavorato, per quanto tempo, quanti tuoi collaboratori e clienti conosco,  e quante ne potrei raccontare.

Ma non è mio interesse screditarti o diffamarti, come erroneamente pensi, quindi mi fermo qui. 

D’altronde, non si può essere onniscienti.

Non sei un essere umano perfetto, e questo è uno dei tuoi limiti.

Questa modalità diffamatoria mi obbliga quindi, mio malgrado, a fare un po’ chiarezza:

Non c’è nessuna modalità né intento diffamatori.

Solo un racconto di fatti.

Che mi danno ragione.

1) VERO è che in passato ho invitato ai miei corsi Stefano Versace.

L’ho fatto specificatamente in due situazioni: a un corso della mia Academy quando era agli inizi del suo progetto e aveva appena iniziato col tentativo di “scalare” il suo business partito con una sola gelateria a Miami. 

Alt.

Stefano Versace è stato presentato come titolare di un impero di gelaterie di successo in Florida.

“Oltre 30 gelaterie in 6 Stati“, si è sempre detto.

E’ scritto anche nel profilo linkedin di Stefano Versace.

Considerando che le gelaterie a marchio Konos oggi sono una decina, e tutte in Florida, qualcosa non quadra.

Ora tu stesso hai per caso ammesso candidamente che SAPEVI che aveva una sola gelateria, a Miami, a quando è venuto a cercare investitori in Italia?

O ti sei espresso male, o qualcosa non torna nei conti.

Ti inviterei a chiarire questo punto, ma hai detto che non leggerai mai questo articolo, quindi lascio qui la domanda per altri che possano chiarire questo dubbio in tua vece.

L’avevo invitato perché mi era piaciuta la sua storia personale, che avevo trovato di ispirazione per tanti motivi e che aveva colpito positivamente tutti coloro che la ascoltarono. 

Tanto che in quell’occasione io stesso decisi di investire in prima persona nel suo progetto.

La seconda volta fu in occasione dell’uscita del suo libro “American Ice Dream” durante una giornata di formazione orientata al Business che si svolse a Padova uno o due anni dopo.

Si può discutere se sia stata una scelta giusta invitarlo come ospite, così come può essere discusso qualsiasi speaker io decida di portare sul palco con me, cosa che faccio da almeno venticinque anni, con personaggi più o meno famosi di svariati settori e attività. 

Ma questo non autorizza a insinuare malafede e men che meno ad affermare falsità relative al fatto che io avrei promosso attivamente l’investimento, cosa che non ho mai fatto in 31 anni di corsi tenuti dalla mia azienda con nessun tipo di investimento o opportunità economica.

Nessuno sostiene in questo post il contrario, riguardo a Stefano Versace o alla promozione “attiva” di investimenti come questo da parte tua.

Ma se c’è una querela per truffa aggravata e associazione per delinquere, con tanto di titolo sui giornali:

Investe 30 mila euro al corso di Roberto Re a Padova: «Spariti».

Fonte: Mattino di Padova

Aggiornamento querela.

Per due diligence ho acquistato l’articolo de “Il Mattino” in cui si parla della querela.

Secondo l’avvocato e la testimonianza della presunta vittima, non è proprio come cercava di sostenere Roberto Re nei suoi commenti, mentre mi insultava.

In particolare, cito dall’articolo:

Re sale sul palcoscenico e inizia il suo monologo nel quale «propone ai partecipanti specifiche occasioni di investimento tra cui il progetto imprenditoriale di un certo Stefano Versace», scrive l’avvocato Zamattio nella querela. Versace viene dipinto come un imprenditore che ha avviato in Florida una fiorente attività di vendita di gelato italiano, in cerca di investitori italiani per espandere la propria impresa. «Non solo Re presentava Versace in termini particolarmente entusiastici, ma diceva che lui stesso aveva investito nel suo progetto e invitava i presenti a fare altrettanto».


Qualcosa deve pur essere successo durante il corso a Padova.

Anche perchè la querela viene da un tuo corsista, non da me.

2) Il documento riportato in questo post si riferisce proprio alla gelateria nella quale io ho investito all’epoca: quindi c’è il mio nome semplicemente perché io in quanto investitore ne possedevo delle quote.

Non tutti i soci sono gestori.

Ma tu, in quanto possessore di quote aziendali, sei a tutti gli effetti un socio.

Ed io non ti ho mai definito gestore.

Quindi, nessuno ti ha indicato come “a capo della truffa”.

Come vorresti lasciar intendere tu.

Quindi, grazie per aver confermato di essere comunque un socio investitore.

Per cui, se racconti una cosa, raccontala bene senza insinuazioni scritte ad arte. E se proprio poi vuoi rimanere nello schema <Versace è il “cattivo” e i poveri gonzi che ci sono cascati (ovviamente perché non intelligenti come te che sei “superiore”!) le vittime sacrificali>, allora ti ricordo che, avendoci messo soldi miei (e nemmeno pochi), dovresti evidenziare.

La legge americana non funziona così come da te descritta, e ti ho già spiegato perché. 

E non ho mai detto che Versace fosse il cattivo.

Anzi, a maggio 2022 scrivevo proprio:

Sicuramente è colpa di chi ha investito, tanto gonzo da credere che fosse un investimento sicuro.

Spetta comunque ai giudici stabilire i tuoi rapporti con l’azienda, non ad altri.

Tantomeno a me.

Quindi mi fido delle tue parole, e prendiamo per buono che tu sia solo un socio investitore e non un socio gestore: nessuno comunque ha mai definito truffatore Stefano Versace, sul mio gruppo, mai.

Tantomeno io. 

Io non ho e non avrei mai investito in questo tipo di business perchè a differenza tua e dei malcapitati, so fare una due diligence.

Tu, mi pare ormai evidente, no.

Se ci tieni così tanto a tirarmi in ballo, che anche io sono cascato nella tela del terribile truffatore, invece che farmi passare per un membro attivo, anzi, uno dei “capi” di un’Associazione a Delinquere! (cosa che ti ricordo per la giustizia italiana configura il reato di diffamazione)

Sono parole tue, queste. 

Non mie.

Le accuse di truffa e associazione a delinquere, invece, come riportato dal mattino di Padova, viene dalla querela di un tuo corsista. 

Non da me. 

Io mi sono limitato a riportare il testo di un giornale. 

Si chiama diritto all’informazione.

E visto che sei un personaggio pubblico, e visto che Versace è ancora oggi ospite di varie trasmissioni televisive nazionali, queste sono comunque informazioni di interesse pubblico.

 Aggiungo che, anche nel caso io perdessi tutti i soldi che ho investito nell’attività di Versace, cosa che ancora spero non accada, non mi sento affatto vittima di niente e di nessuno: sono adulto e responsabile delle mie scelte, scelgo io come investire il mio denaro e quindi sono io responsabile delle conseguenze delle mie scelte.

Nella vita a volte si fanno scelte giuste e a volte sbagliate, a volte si crede nel progetto giusto a volte in quello sbagliato e a volte si crede nelle persone giuste a volte in quelle sbagliate… È la vita, funziona così!

E questo ti fa onore. 

Ma da uomo di marketing esperto e intelligente quale sei, conosci meglio di me la definizione di “boiler room”, e come venga utilizzata solitamente nei corsi dal vivo come tecnica psicologica per la vendita.

Sai inoltre meglio di me che per proporre offerte di investimenti da un palco, soprattutto se rivolte a piccoli e privati risparmiatori, occorre avere apposite licenze.

Per cui, a mio modo di vedere, né io né tutti gli altri investitori siamo vittime di nulla, ma semplicemente responsabili delle conseguenze delle nostre scelte.

(continua…)

La truffa è un reato a querela di parte. 

Quindi, se tu non ti ritieni una vittima, nel tuo caso non c’è reato.

Ma nel caso di chi ha querelato, perché si è sentito truffato,  la decisione spetta ad un giudice. 

E ti aggiungo anche che, nonostante quello che è successo e che oggettivamente le cose non siano andate come promesso, continuo, a pensare che Versace non fosse assolutamente in malafede quando proponeva un progetto nel quale credeva fermamente.

Come detto, questo ti fa onore. 

Ma spetta ad un giudice stabilirlo.

Ci sono cause in corso sia negli Stati Uniti che in Italia.

Vediamo cosa viene fuori.

Io mi limito ad informare e ad aggiornare, raccontando i fatti, e a dire “siate cauti”.

Il resto è compito della magistratura.

Ha fatto degli errori? Sicuramente si. Avrebbe potuto e dovuto comportarsi in altri modi in certi frangenti? Sicuramente si. Ha agito con superficialità e presunzione nello sviluppo di quel business? Io credo di si.

Ma questo non fa di lui un truffatore.

Sono parole tue.

Io non l’ho mai accusato di nulla, in nessuno dei miei post su questo argomento.

E non so nemmeno se lui abbia fatto errori, o meno.

Se poi i suoi errori si configureranno in reati e coloro che lo accusano di qualcosa verranno riconosciuti come parte lesa, allora anche lui dovrà assumersene le responsabilità, come è giusto che sia. Ma questo non sta di certo a te giudicarlo da questa pagina e dall’alto della tua prosopopea.

Non sta a me giudicarlo, e infatti non l’ho fatto.

Ma non sta nemmeno a te farlo. 

E quello è un gruppo di discussione, non una pagina.

Detto ciò che dovevo, credo di aver dedicato fin troppo tempo a questa faccenda e spero avrai l’onestà intellettuale di pubblicare questa mia replica, visto che ho notato che qui i commenti vengono filtrati e devono essere approvati prima di essere resi visibili al pubblico, cosa che per quel che mi riguarda, dice moltissimo di te…

Come vedi, l’ho pubblicati e ti ho anche risposto.

Il fatto che tu ignori di essere su un gruppo Facebook, il cui primo commento viene sempre moderato per evitare gli spammer seriali, dice molto più su di te e sulla tua scarsa  preparazione riguardo ai Social.

Ti perdono sul delirio dei commenti negativi, visto che il gruppo è pieno di commenti in cui mi insultano a proposito, indovina un po’, di Lyconet, Pruvit e le altre aziende tue “partner”. 

Sai, io sarò un povero buffone cabarettista da palcoscenico, ma con i miei 230k di followers su Fb non ho mai avuto bisogno di filtrare i commenti e sulla mia pagina chiunque è libero di commentare tutto come desidera, a patto ovviamente che non trascenda nell’insulto e nella maleducazione. Non ho bisogno di “moderare” e accetto le opinioni di chi non la pensa come me, ma soprattutto non le temo.

Ho già risposto a questi attacchi infantili, ma ti ricordo solo che in passato mi hai bloccato sul tuo profilo Facebook personale solo per aver osato pubblicare la mia opinione, in contrasto con la tua.

Quindi, non posso che commentare con un modo di dire delle tue parti:

Il corvo dice al merlo: “Come sei nero!”

Sarà forse perché, come ho visto che tu predichi in questa pagina, la reputazione è importante e per quel che mi riguarda la mia parla di me da ahimè ormai ben 31 anni di attività imprenditoriale nel mondo della formazione.

Evidentemente la tua non dev’essere un gran che, visto che ti circondi soltanto di chi ti commenta favorevolmente e che non si trovano tracce, cosa statisticamente davvero impossibile, di chi educatamente pensa che tu sia un povero frustrato che vive di invidia nei confronti di tutti quelli che sono riusciti a fare quello che a te sarebbe tanto piaciuto! 

Ovviamente io non sono uno di questi, io penso che tu sia davvero un grande giornalista di inchiesta mancato, ma trovo davvero strano che statisticamente gente così sulla tua pagina non ce ne sia!… Non vorrai mica dire che uno come te teme il confronto, vero?!?

😉

Come dicevo prima: chiediti come mai condanni negli altri, il tuo stesso comportamento.

Ti rammento poi che non sono stato io a venire sui tuoi profili Social, a fare intrattenimento, ma tu sul mio.

E di questo ti ringrazio.

Perché senza di te, questo articolo non avrebbe mai visto la luce. 

Io non ti ho mai giudicato sul personale; tu, invece, non solo mi dai del frustrato, ma azzardi pure a concepire una motivazione per la mia frustrazione.

Più che un motivatore, sembri uno psicologo mancato (per scarsa attitudine ed ancor più evidente mancanza di empatia).

Te la faccio io una domanda: forse è per questo che non riesci a distinguere uno schema piramidale o una truffa,  dalle reali opportunità?

Ansia? Frustrazione?

Non mi serve una risposta, ma chieditelo. 

Magari ti eviterà in futuro ulteriori guai.

Visto che ti piace giocare a chi ce l’ha più lungo…

accetto la tua provocazione, e ti rispondo con ironia.

Io collaboro con gli autori di “Striscia La Notizia”, con “Le Iene”, con “Fanpage”, proprio per la mia attività di divulgazione contro gli schemi piramidali. 

Tu, dopo 31 anni di onorata carriera,  non ci finisci dentro più nemmeno come notizia, se non per le vicende che coinvolgono i gelati. 

Il mio blog è presente su Wikipedia come fonte autorevole, tu non hai una voce enciclopedica nemmeno dopo 31 anni di onorata carriera. 

Ps: tranquillo, non ho alcuna intenzione di “confrontarmi” con te, non so nemmeno chi sei e non mi interessi affatto. Infatti non risponderò ulteriormente a questo trend perché quello che dovevo dire l’ho detto. Ti lascio tutte le repliche che vuoi, a te e a chi vorrà farlo. Mi auguro solo che in futuro se proprio desideri attaccare qualcuno, lo fai correttamente e senza tirare in ballo chi non c’entra niente, come hai fatto in questo caso con me e in totale malafede. 

E sappi che, se lo farai nel modo sbagliato, non vedrò l’ora di buttare via qualche altro soldo in avvocati, giusto per darti una lezione e farti passare la voglia di fare il fenomeno.

Grazie a te per esserti preso un po’ del tuo tempo a rispondermi.

Mi hai dato l’occasione per ribadire ed espandere il concetto e le motivazioni alla base del mio avvertimento di non fidarsi delle richieste di investimento che vengono fatte dai tuoi ospiti. 

Nonostante le tue minacce, continuerò a divulgare ciò che è d’interesse pubblico. 

Mi hanno promesso battaglie legali, aziende multinazionali americane miliardarie ben più grandi della tua, che non hanno potuto vedere la fine delle controversie, perché sono fallite prima.

Spero che tu non sia scaramantico, perché minacciarmi di querela ha sempre portato sfortuna a chi lo ha fatto. 

Buona vita e prosperità.

La replica di Roberto Re.

Come è giusto che sia, diamo spazio alla replica di Roberto Re a questo articolo:

Grande pena per te… Davvero!…

Vivere una vita attaccando il prossimo per dare un senso alla propria, dev’essere davvero brutto e fa comprendere l’acidità e il rancore che traspare da ogni tua parola.

E non aggiungo altro, perché credo che le persone siano intelligenti e pure se in questo gruppo sono tue “fan” e quindi palesemente “schierate”, siano perfettamente in grado di farsi le loro opinioni a riguardo.

Ti lascio tutte le repliche che vuoi: vedo che ti fanno sentire “grande” e col pisello più lungo.
👍🏻

Che dire?

Rispondi ai dati con insulti e allusioni sessuali.

Una grande lezione da comunicatore, che avrei pagato milioni di petroldollari.

Come dici tu giustamente, lasciamo che siano le persone a farsi un’opinione, a questo punto.

Per concludere.

Come hai potuto leggere dalle parole dello stesso Roberto Re, non dovresti mai investire nelle opportunità di chi ti promette guadagni da un palco, se non sei pronto a correre il rischio di perdere tutto.

Non c’è nessuna sicurezza.

E se perdi tutto, la colpa è solo tua.

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