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Luci e ombre di Lyoness: truffa o opportunità di guadagno?

In passato ammetto di non aver speso belle parole verso l’azienda che nel corso degli anni si è fatta conoscere al grande pubblico con i brand Lyoness/Lyconet/CashbackWorld (oggi myWorld).

Anzi, per dirla tutta, ho sempre nutrito più perplessità che certezze sul modello di business di questa azienda.

Ma con il mio lavoro, ho avuto modo di conoscere più di un allievo che seguiva e segue ancora oggi con passione questa azienda, allievi che tutto sono fuorché acchiappagonzi o vampiri del network marketing.

Alla domanda se Lyoness/Lyconet /Cashback World sia una truffa, non posso rispondere, perchè solo un tribunale può stabilirlo con certezza. Qui in Svizzera (ma anche in Austria e Norvegia), non ci sono dubbi sulla natura piramidale dello schema di guadagno.

Certo, quando in passato prospettavo un caso come questo, l’unica certezza dei suoi incaricati era sempre la stessa: “Lyoness/Lyconet è in piedi da anni, se fosse una piramide l’avrebbero già chiusa”.

Beh, mi spiace deluderti, ma non è così: ricordo che la truffa Madoff è durata oltre 50 anni, nonostante ci fossero state indagini del SEC già nel 1992, e quella di Belfort, il lupo di Wall Street,  oltre 10 anni. Se giudichi la tua azienda solo sul fatto che è in piedi da anni, beh, in bocca ai lupi!

Comunque, in attesa di futuri sviluppi, mi limiterò a chiarire quanto riscontrato in base ai comunicati AGCM degli ultimi mesi, e ad aggiornare l’articolo con le news che man mano ci giungeranno.

Per chi non lo sapesse, l’Agcm è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può infliggere multe, sospensioni o condanne senza necessità di ricorrere al tribunale ordinario.

Ma cerchiamo di fare chiarezza, anche per dare una risposta ai distributori Lyoness/Lyconet.

L’Antitrust applica i regolamenti comunitari, e può avviare istruttorie o indagini conoscitive verso le aziende ritenute “in errore”, che possono concludersi con una diffida (una sorta di ammonizione del tipo “piantala subito o ti multo”), o una multa amministrativa vera e propria, come accaduto nei casi di Vemma, Organo Gold e Asea.

L’Antitrust e il Network Marketing.

L’Antitrust quindi interviene in caso di reati amministrativi, come possono essere la la pubblicità ingannevole o le pratiche pubblicitarie scorrette.

Può anche ordinare alle Aziende la sospensione della distribuzione o della fornitura dei propri servizi in Italia, e può attivare in casi estremi la Guardia di Finanza in caso si riscontrino reati penali (leggi “fregature per gonzi”) che comportino il ricorso ad un tribunale apposito.

Nei procedimenti avviati per presunte violazioni della disciplina in materia di concorrenza, le sanzioni possono arrivare sino al 10% del fatturato dell’impresa.

In caso di violazioni della normativa a tutela del consumatore, invece, come nel caso di Lyoness/Lyconet, l’Autorità può irrogare sanzioni fino ad un massimo di 5 milioni euro.

In caso di particolari situazioni di necessità e urgenza, l’Autorità può emettere, inoltre, provvedimenti cautelari, anche senza necessità di sentire le parti coinvolte, per la tutela di interessi generali, ordinando quindi la sospensione dell’azienda per qualche mese.

Cosa viene contestato a Lyoness/Lyconet da AGCM?

Chiarito l’aspetto “chi fa cosa”, vediamo di analizzare insieme il documento. L’Antitrust, si dice nel documento, ha aperto un fascicolo, PS11086, in cui la sigla PS chiarisce che si contesta all’azienda un reato amministrativo del tipo:

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE. Si chiarisce che si tratta di un “Avviso di avvio di procedimento istruttorio”, quindi nulla è ancora deciso.

Aprendo il documento, e leggendo, scopriamo in questo paragrafo:

Che l’autorità ha ricevuto una serie di segnalazioni, a proposito di presunte pratiche pubblicitari scorrette, che sarebbero riconducibili all’azienda che rappresenta in Italia la multinazionale Lyoness, ovvero Lyoness Italia SRL, con sede a Verona.

Ok, ma cosa viene contestato in soldoni a Lyoness? Lo possiamo leggere nel paragrafo successivo:

Ok, qui potrei cercare di ammorbidire la contestazione, ma mi piace parlare schietto.

Qui si contesta all’azienda di aver venduto l’azienda come opportunità di guadagno virtualmente senza fatica e senza rischi.

Di aver richiesto soldi in anticipo, in in cambio di promesse future di guadagni. Di aver chiesto soldi oggi in cambio di più soldi domani.

Quindi, non solo si contesta a Lyoness/Lyconet di aver venduto u’opportunità di investimento ad alto rischio,  senza chiarire che si trattasse di un’opportunità ad alto rischio, ma gli si contesta anche la possibilità che si tratti di uno schema piramidale.

A Lyoness/Lyconet vengono contestati gli articoli più “pesanti” del Codice del Consumo, perchè nella fattispecie, ricadrebbe anche un “sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti”.

Per riepilogare, a Lyoness/Lyconet vengono contestate le seguenti violazioni del Codice del Consumo:

  • Pubblicità ingannevole
  • Pratiche commerciali scorrette
  • Violazione dei diritti del consumatore
  • Violazione del divieto di discriminazioni
  • Clausole vessatorie per i consumatori

Quali sono i rischi che corre Lyoness/Lyconet e quali rischi corrono gli incaricati?

In linea di massima, avvertendoti che quello che sto per dirti non costituisce parere legale ma solo una mia considerazione, basata sulle precedenti sanzioni ad aziende presenti in Italia, Lyoness rischia (ma qui entriamo nel campo delle ipotesi, perchè bisognerebbe leggere bene cosa dicono le istanze presentate):

  • Nel caso più favorevole, una semplice multa di qualche centinaio di migliaia di euro, con diffida. Ovvero, Lyoness/Lyconet dovrà provvedere a presentare un piano di correzioni da presentare alle autorità e poi ai sui incaricati, come accaduto di recente nella vicenda Herbalife, e in passato con Asaea, Vemma e Organo Gold.
  • Nel caso più probabile, ma qui siamo davvero nel campo delle ipotesi, Lyoness potrebbe essere multata, e sospesa per qualche mese, per consentire alla Guardia di Finanza di acquisire ulteriori documentazioni, in vista di un’eventuale indagine per sospetto schema piramidale. A quel punto, Lyoness/Lyconet potrebbe decidere di chiudere la sede Italiana, e continuare a operare da un’altra sede Europea, sempre che non prenda decisioni più drastiche (tipo sospendere il servizio in Italia, come capitato con Asea e Vemma, in passato).
  • Il caso peggiore è una richiesta di messa in accusa per schema piramidale, ma in Italia sono rarissime, e solitamente l’azienda che annusa questa possibilità, preferisce chiudere la sede Italiana, e nei casi più vistosi le sedi Europee, e continuare le proprie attività in Paesi meno regolati.

Lyoness/Lyconet rischia davvero di chiudere in Italia?

In Norvegia, Lyoness/Lyconet è stata già bandita. In Italia, la piattaforma Lyconet è “bloccata”.

Quindi, le conseguenze possono essere importanti.

A livello mondiale, attualmente la community Lyoness raggruppa oltre 120.000 imprese, mentre in Italia le piccole e medie realtà convenzionate che possono offrire i vantaggi d’acquisto della Shopping Community sono oltre 22.000.

Il network italiano, che conta più di 1.500.000 iscritti, è in costante crescita e si avvale della collaborazione di

Secondo Alexa, il sito Lyoness riceve il 46% delle sue visite dall’Italia; il sito Lyconet il 32%.
Da questi numeri si deduce che l’Italia sia il mercato principale dell’azienda, pertanto è difficile che Lyoness rinunci facilmente all’Italia.

Parliamo di un fatturato dalla sola Italia tra il 65 e il 70% del fatturato globale.

Probabilmente si arriverà ad un accordo per restare attiva almeno a livello di servizi. Anche se non so quanto possa restare appetibile, senza il comparto “network”.

Cosa farei io, se fossi un incaricato Lyoness?

Per prima cosa avvertirei del procedimento gli incaricati nella mia struttura, consigliandogli calma e prudenza, e di attendere almeno la fine della fase istruttoria, tenendoli aggiornati in ogni momento su ogni sviluppo.

La cosa migliore che ogni incaricato o struttura può fare, è aprire un proprio gruppo Facebook riservato, e magari una mailing list riservata, in cui mandare aggiornamenti settimanali sugli sviluppi della vicenda.

In casi come questi, molti networker sbagliano perchè vivono questi momenti con un profondo imbarazzo, e questo porta a interrompere i rapporti con le proprie strutture, favorendo lo sgretolarsi più della vicenda in sé.

Ricorda che i momenti no capitano a tutte le aziende, ciò che non devi assolutamente fare è smettere di informare. E’ in casi come questi che si consolidano le relazioni.

Perché aprire un proprio gruppo o una una propria mailing list? Perché se non lo farai tu, lo farà qualcun altro. Manterrà aggiornati i tuoi clienti e i tuoi distributori al posto tuo, e creerà al posto tuo  una relazione che li porterà a fidarsi più di loro che di te.

E se questa situazione di stallo durerà per qualche mese, sarà semplice per qualunque leader più smaliziato di te, soffiarti l’intera struttura e farla iscrivere altrove, senza attendere l’esito della vicenda.

Ricorda che il mondo del network marketing non è fatto di unicorni e orsetti del cuore, ma di squali e vampiri pronti ad intervenire, non appena sentono l’odore del sangue.

E’ così che Herbalife e Organo Gold hanno perso migliaia di distributori in Italia, nel momento in cui sono arrivate le indagini e le sanzioni.

Consolidate le relazioni, deciderei poi con calma cosa fare della mia vita, in base a quanto verrà deciso dall’Antitrust.

Per dirla diversamente, fasciarsi la testa ora non ha nessun senso, semplicemente perchè fare qualcosa ora, o farlo solo dopo la decisione, non cambia nulla.

Ma, tuttavia, aspettare mesi rimanendo inattivi, ha ancora meno senso.

Per precauzione, eviterei, nel massimo della trasparenza, di iscrivere nuove attività o nuovi incaricati, anche per evitare imbarazzanti situazioni di rimborsi e contestazioni, fino al giorno del pronunciamento. Ma questa è una scelta etica che spetta al singolo incaricato.

Valuterei nel frattempo un piano B. Sembra una carognata, ma tutti gli imprenditori hanno un piano B, per casi come questi.

Si tratta di essere lungimiranti, soprattutto se il tuo unico guadagno dipende da Lyoness.

Evitando accuratamente altre schede cashback, nel frattempo, proverei a utilizzare le mie capacità di fare marketing e vendita per un’altra azienda, non per forza nel network marketing.

Manterrò questo articolo aggiornato man mano che l’Agcm o Lyoness rilasceranno comunicati o aggiornamenti.

Quanto si guadagna davvero con Lyoness/Lyconet?

Qui trovi l’analisi dell’opportunità di guadagno Lyoness. E il perchè devi piantarla di credere, dati alla mano, che puoi diventare milionario grazie alle tessere sconto.

Opinioni e testimonianze su Lyconet.

Tra le varie opinioni già in mano alle autorità italiane, ne riportiamo alcune che ci sembrano particolarmente significative, tratte dal forum ADUC dedicato alle vittime Lyoness:

Prima testimonianza su Lyconet:

“Eccomi qua, vi leggo sempre quotidianamente, ma fino ad ora ho solo scritto un paio di post riguardanti i cloud, perché avevo ancora speranza di riuscire a riprendere i miei soldi tramite il recash. Come diceva il mio presidente:“Fai cloud che rendono e riscuoti così anche il buono sconto del premium in poco tempo.

Ora credo sia giunto il momento di agire, qui vicino ha sede lo studio degli avvocati che si occupano della causa lo studio 3A, volevi rivolgermi a loro per riprendere i miei soldi dalle miei 2 posizioni…

Eh si, sono una di quelle persone che ha fatto il cambio sponsor con la promessa dei presidenti di accorpare i due codici.

Questi soldi mi farebbero molto, molto comodo, ma sapete cosa mi frena?

L’ammettere di aver creduto a loro, di essermi fidata di loro in un momento fragile, l’ammettere all’avvocato tutto questo per me non è facile, ho anche paura di ricevere la chiamata del presidente che mi dice che la colpa di non esserci riuscita è mia e che loro non potevano fare di più che la decisione è stata mia e che è facile ora scappare e richiedere i soldi indietro con una causa.

Ecco questo è il mio stato d’animo.

Il progetto è interessante ma gestito male, guadagnano solo poche persone che riescono ad imporsi su quelle più deboli.

Si può cambiare lavoro, si può divorziare, si può cambiare addirittura sesso se uno cambia idea, ma… uscire da lyoness sembra una cosa quasi impossibile.

Seconda testimonianza su Lyconet:

“Visto che in tanti pro lyconet raccontate che chi molla è perchè è un fannullone o perchè non ha voglia di lavorare, ci tengo a condividere le motivazioni che mi hanno portato ad abbandonare e a chiedere il rimborso (ottenuto) di quanto anticipato. Le elenco punto per punto

PREMESSA

Sono stato marketer per 3 anni, in cui ho convenzionato diverse aziende (5), fatto alcuni premium (3) e acquistato alcuni cloud. Ho raggiunto il livello 2 2 volte.

Avevo una trentina di consumatori diretti, anche se la maggior parte della struttura si sviluppava in profondità su due gambe (come suggerito sempre durante i workshop da tutti i relatori/presidenti)

  • Consumi quasi inesistenti. Nonostante avessi regalato la tessera a diverse persone e insegnato loro come usarla (offline e online, anche con gli evoucher) quasi nessuno la usava o cercava le aziende convenzionate, se non i marketer. Inoltre le aziende del circuito non chiedevano la tessera mai e non proponevano la loro tessera ai nuovi clienti (a volte capitava anche con le aziende di marketer)
  • Le aziende del circuito, nonostante la pubblicizzazione su vari canali, non ricevevano nuovi clienti dal circuito e la fidelizzazione dei propri clienti comportava spese che mettevano in difficoltà i titolari
  • Non tutte le aziende hanno possibilità di fare B2B, o magari possono farlo, ma con aumenti di prezzo rispetto ai fornitori abituali che non equilibravano il ritorno.
  • Le Royalities delle aziende, decisamente troppo alte (e a dirlo erano aziende del circuito, mica io)
  • La scarsità di dati sui consumi, che non venivano mai condivisi (ancora adesso non si sa su scala nazionale quanti sono i tesserati attivi e la spesa media,. per saperla bisogna chiedere a qualche azienda di avere questo dato sulla base del bonus amicizia ricevuto. e quelle rare aziende che non si vergognavano a condividerlo, facevano emergere un consumo sui 14/15 euro al mese a tessera di media).
  • Richieste continue di anticipi da tutti i fronti (relatori, presidenti)
  • I presidenti stessi mascheravano come (consigli per sviluppare il business” palesi spinte ad anticipare grosse somme per avere maggiori guadagni loro stessi. Un esempio su tutti è stato quando uno dei presidenti consigliò di inserire nel balance unità di livello 3 o 4 in quanto “avrebbero dato sul lungo periodo maggiori vantaggi” quando era palese che servissero a lui per guadagnare qualcosa dal balance in quanto dalle categorie 1 e 2 non guadagnava più nulla. Ho sentito spingere per fare anticipi da 10k per partire e assicurarsi il meglio
  • La politica “prima parti e poi capisci”. In sostanza ti proponevano di iniziare l’attività di marketer sulla fiducia, e di studiare il sistema strada facendo al grido “Non importa come arrivano i soldi, l’importante è che arrivino”
  • I continui incontri in cui si ripetevano sempre le stesse cose, sempre in tema motivazionale e quasi mai dandoti strumenti di marketing, ma di reclutamento
  • Gli Enterprise Cloud, palese modo per evitare all’azienda di far fare recash dai cloud. E le conversioni degli anticipi fatti in eCredits, palese modo per mandare i debiti verso i marketer a pari e coprirsi il culo con un prodotto “Cryptovaluta” che potesse configurare l’anticipo come acquisto di servizi.
  • I servizi aggiuntivi, tutti a pagamento (vedi “Lyconet Invite”, prodotto il cui prezzo era sproporzionato rispetto al vero utilizzo.
  • Le partnership con grandi aziende millantate in lungo e in largo, in realtà inesistenti (una su tutte la Microsoft, che è convenzionata solo online attraverso un servizio di advertising esterno)
  • Le millantate partnership online, usate come motore per far dare fiducia al progetto, in realtà solamente frutto di registrazione ai marketing program terzi (Tradedoubler, Zanox).
  • Le partnership tramite evoucher e buoni originali. Nessuna partnership tra Lyoness e le aziende in questione, ma semplicemente Lyoness che acquista tonnellate di buoni originali (a prezzo scontato) per poi rivenderli a prezzo pieno (mascherando lo sconto sotto forma di Cashback). Il sistema è carino, ma il fatto di sponsorizzare questo come Partnership è una bugia belle e buona. Inoltre la prova di questo mi è arrivata recentemente, in una chat di marketer avvisavano che alcuni aziende di eVoucher non sanno cosa siano gli eVoucher Cashback World e di presentargliele come “Gift Card” semplici.
  • I cambi aziendali (da Lyoness a Myworld) avvenuti guarda caso all’indomani dell’inizio delle indagini in Norvegia.
  • Le novità introdotte su Lyconet, guarda caso avvenute all’indomani dell’inizio delle indagini avvenute in italia
  • Le palle dell’azienda riguardo alle indagini in Italia (riproposte dai presidenti, le famose “Congratulazioni dell’AGCM”)
  • Il fatto che non si trovino in rete informazioni su Hubert Freidl, se non andando a cercare molto a fondo (cosa abbiamo da nascondere? Forse le precedenti aziende, Erin Trade e Galvagin, chiuse in Italia per schema piramidale?)
  • I metodi da setta che venivano proposti sul modo di vestire, di parlare, di porsi.
  • La censura che avveniva appena qualcuno faceva domande scomode o tirava fuori argomenti scottanti. Ancora adesso vedo gente nelle chat che viene bannata e i messaggi cancellati appena arrivano due domandine un po’ troppo pesanti.
  • Eyetime, un palese specchio per le allodole, che tra l’altro non viene usato nemmeno dai marketer.
  • Ancora adesso i deals sul territorio nazionale sono in numero talmente esiguo e di qualità talmente bassa da rendere il tutto risibile.
  • Nessuna informazione sui Cloud e il loro rendimento (attualmente ridicolo) da parte dell’azienda. Inoltre a proposito di quanti tesserati vi erano sono state raccontate in lungo e in largo troppe balle (vedi la Polonia, dove fino a anni fa si millantavano un milioni di tesserati, quando ad oggi in totale sono circa 350000. E di queste palle l’azienda era a conoscenza, ma non ha mai detto nulla).
  • La premiazione del presidente Norvegese 8.1 in un evento nel 2017, per poi tenersi a distanza da lui quando è scoppiato il putiferio in Norvegia. Troppo facile premiare un presidente davanti a migliaia di persone e prenderlo come simbolo di successo, per poi allontanarlo e lavarsene le mani. Che in Norvegia stessero facendo delle cazzate era palese, ma l’azienda non ha mosso un dito e fatto bellamente cassa.
  • Il risultato dell’indagine dell’AGCM, dove emerge chiaramente che gli incassi di Lyoness Italia provengano per 5/6 da anticipi, e il restante da consumi. Qui non si tratta di alcuni che lavoravano male, ma di azienda che faceva la faccia buona ad entrate da anticipi, per poi accusare i propri marketer quando sono arrivati alla resa dei conti.
  • I presidenti che mentono in continuazione (quando accadde la magagna in Norvegia, io chiesi a diversi presidenti/vice presidenti informazioni, mi diedero tutti risposte diverse, alcuni negando l’avvenuto, altri dicendo che era tutto risolto, altri che non ci sarebbero state ripercussioni)

A fronte di questo ho valutato che:

  • Fare carriera ad alti livelli senza anticipi era pressoché impossibile, o comunque avrebbe richiesto una quantità di tempo non equiparabile al ritorno ottenuto. Inoltre il tempo dedicato a racimolare poche centinaia di euro non mi avrebbe mai ripagato del tempo non dedicato a me stesso e ai miei cari.
  • Solo le aziende che potevano fare grossi quantitativi di B2B avrebbero avuto un profitto vero e tangibile (soprattutto da Lyconet), mentre in alti casi no.
  • I livelli alti proponevano il business solamente per portare a se stessi nuovi guadagni, con modalità che avrebbero avvantaggiato solamente loro.
  • I costi invisibili (viaggi, formazione, aperitivi, cene) erano troppi e insostenibili, oltre ovviamente agli anticipi continui.
  • L’azienda non tutela i marketer, li sfrutta finché può fare cassa per poi fregarsene quando emergono illeciti (dell’azienda stessa).

Pertanto la mia volontà di andarmene è stata si in parte dovuto all’operato da setta, ma soprattutto dalla poca chiarezza e pulizia dell’azienda stessa. Da qui la mia richiesta di riavere i miei soldi indietro (ottenuti dopo minacce di agire sul fronte legale).

Ora vedremo la Guardia di Finanza come agirà e aspetto con ansia la decisione del TAR (ricordo a tutti però che il TAR ha sospeso SOLAMENTE la multa a Lyoness. I reclutamenti sono tutt’ora vietati come scritto a chiare lettere sulla sentenza).

Terza testimonianza su Lyconet:

Buongiorno, mi chiamo Marcello e seguo da pochi giorni, sul forum Sos Online, la vicenda e le opinioni su Lyconet. non ho mai partecipato alla discussione, non avendo molto tempo libero per… mi passiate il termine… “cazzeggiare sui social”… o esperienze particolari o informazioni diverse da ciò che già in molti hanno espresso.

Un mio socio, che invece è molto social addicted, è presente sul forum e partecipa alla discussione, mi ha consigliato di scrivere. Premetto che voglio chiedere il rimborso, anche se nutro poche speranze, non tanto per i soldi, ma per principio.

La mia storia è simile a molte altre, ho convenzionato la mia azienda con il pacchetto Basic, ho fatto poi il recesso nei 12 mesi successivi, perchè ho ritenuto tutto una farsa (nel fattempo è uscito il problema con l’AGCOM).

Nello stesso periodo, sono diventato lyconet con 2400 più un cloud poi convertito in ECS, tutto consigliatomi dal presidente della linea in cui ero stato accalappiato. Mi definisco un gonzo pure io!

Ho creduto davvero al progetto senza valutare, per ignoranza e entusiasmo, che tutto era sostenuto dallo schema degli anticipi, molti imprenditori piuttosto importanti lo facevano e questo mi diede sicurezza..

Solo da dentro ho capito come funziona, perchè da fuori, da inesperto/ignorante, sembra un progetto perfetto. Così ho anche convenzionato qualche azienda, ma col passare dei mesi e addentrandomi meglio nel sistema ho capito che era un sofisticato schema ponzi.

I consumi non partivano e tuttora sono quasi nulli. Io stesso, che ho distribuito 100 cards, ho avuto solo clienti per il 90% da me tesserati. Alcuni clienti hanno smesso di usare la card/App perchè il cashback è irrisorio e non giustifica la ricerca di un punto vendita convenzionato, soprattutto se rapportato ad altri sistemi simili, più generosi.

Inoltre, da quando è stato attivato l’evoucher io me la son presa nel culo, perchè ci guadagna solo la GDO e la prerogativa iniziale di avere un sistema fedeltà anche per PMI è andato a farsi benedire.

In più hanno convenzionato nella mia stessa strada un mio competitor, con cui sono anche amico, che ha fatto il pacchetto light gratuito solo perchè c’ero io nel circuito, quindi è venuta anche meno l’esclusività della cosa.

Vengono in azienda ogni tanto solo più dei Lyconet, alcuni sono carichi a palla, li vedi già quando devono pagarti, dei giovani rampanti, pieni di sogni, con ESP attivo, tutti in perdita, ma che ci credono davvero, che Hubert è un visionario..che tra qualche hanno scoppieranno i consumi.

Io li incalzo, chiedo consigli.. per darsi un tono ti parlano di strumenti di Marketing, che Frank Merenda levati…

Io annuisco, li pompo, tra qualche hanno, dicono che saranno padroni di tutte le transizioni commerciali, che guadagneranno da quel mercato come le Carte di credito.

Altri sono molto delusi, continuano a pagare ESP, non sanno nemmeno perché, sono bloccati, persi, alcuni rassegnati di avere perso 2 o 3 mila euro.

Anche io, offuscato dalla mia gonzaggine, inizialmente, ho ritenuto che il problema fosse nel metodo attuato dalla linea di cui facevo parte, quella il cui presidente è D. A. di Carrara.

Così ho provato a cambiare sponsor, ma cambiare sponsor è un casino se sei lyconet, ci sono tempi da rispettare.

L’unico modo è attivare un prestanome sotto cui spostare la propria downline.

Fai bene attenzione ora.

Fatto questo passaggio, nonostante la nuova linea, apparentemente sia più “etica” e basi, apparentemente lo sviluppo sui consumi e non sugli anticipi, in realtà punta non ai gonzi squattrinati sognatori, ma ai flussi di cassa delle aziende, agli imprenditori.

Con un articolato sistema consulenziale ti dimostrano (sulla carta) che se usi i flussi di cassa della tua azienda all’interno del circuito, ovvero se fai acquisti con la tua azienda nel circuito, avrai un sacco di soldi perché con gli shopping points potrai alimentare il Balance che ti darà una rendita.

Pompando a manetta su questo concetto, ti dicono.. “perché aspettare gli shopping point derivanti dalle transazioni?? Anticipali oggi questi soldi, che tanto con i tuoi flussi di cassa potrai rientrare in poco tempo!”

Così, l’imprenditore un po’ gonzo, anticipa mille mila euro sulla base di un previsione/stima di acquisti per riempire il balance, che in realtà è il balance di qualcuno che sta sopra di lui.

Il suo balance, se questo imprenditore si limiterà a fare acquisti, non si muoverà praticamente mai e non darà mai una rendita se loro non diventeranno Lyconet e non attueranno lo stesso schema su altri imprenditori.

Per un lyconet marketer di basso profilo diventa così complicato ed articolato stimolare i consumi, e rendere proattive le aziende che fanno parte del circuito, che diventa un lavoro impossibile, se non si ha una precedente esperienza di vendita o di marketing… o diventa un lavoro a tempo pieno (impossibile per molti) che ha ritorni economici pari a zero e vantaggi solo per le prime linee ai vertici della piramide.

Per avere commissioni e avanzamenti di carriera, restano sempre e solo validi gli anticipi di nuovi Lyconet, che anche se con qualche paletto in più, possono ancora essere munti facendo leva sul “Shognio” o sulla rendita passiva.

E’ talmente fatto bene nel suo complesso, che non posso non ammettere che sia davvero geniale la mente criminale che lo ha partorito.

Quarta testimonianza su Lyconet:

“Faccio parte della linea di D*** A*****, ho speso molti soldi per la formazione, che fino ad un certo punto mi è stata utile, ma poi mi è stato impostato come un OBBLIGO da fare e spendere ancora altri soldi.

A settembre del 2018 sono andato all’evento di Cracovia… dove con un “PICCOLO LAVAGGIO DEL CERVELLO” mi hanno SPINTO a comprare i biglietti dell’evento che si sarebbe svolto nel 2019 in Germania, biglietti CHE ANCORA OGGI STO PAGANDO A RATE perché NESSUNO li ha presi E perché alla fine dato gli eventi non sono più andato nemmeno io in Germania.

Infine dall’ultimo evento che si è svolto con SPADONI a Catania mi volevano COSTRINGERE a COMPRARE i pacchetti per per la formazione ANNUALE con SPADONI, dicendomi che chi non acquista il pacchetto sarebbe stato dichiarato FUORI DAL TEAM.

Da lì ho capito che se non potevamo fare carriera come fanno loro, e seguire tutti gli eventi e fare tutti i corsi di formazione anche per motivi familiari o per motivi di lavoro.

Così ho aperto gli occhi e sono ritornato con i piedi per terra..

Tra l’altro la cosa che mi sconvolge di più è che nonostante i vari DIVIETI che sono stati imposti a Lyoness, loro CONTINUANO imperterriti ad operare e ad INGANNARE/INGAGGIARE persone facendo credere che è tutto apposto.

Adesso il mio unico pensiero è quello di recuperare più soldi possibili…”.

Recensioni  e opinioni su Lyconet:

Opinione – Storia 1:

Amica che mi chiama 5 anni fa e mi propone Lyoness.

Io rifiuto perchè ho altro a cui pensare.. farò poi lyconet nel 2017, ma è un altra storia.

Rivedo questa amica a Dicembre 2018, ha appena confermato il livello 5 ed è “a tutto gas” è in una linea di Cederle.. mi dice che si sta licenziando dal suo lavoro fisso e che ora il suo lavoro è la marketara a tempo pieno.

Mi congratulo con lei. In effetti è una brava persona e la conosco come una persona seria sul suo lavoro di commerciale a tempo indeterminato e penso, ignaro, “wow, allora c’è chi davvero ce la fa”.

La rivedo tre sere fa, casualmente in un Bar. Le chiedo come va il lavoro, cosa pensa delle problematiche in Lyconet. Mi dice che ha smesso di fare lyconet appena è riuscita a ripianare gli anticipi.

Ora fa di nuovo la commerciale, ma con partita IVA, mi dice che lavora il doppio di prima, ma è soddisfatta. Leggo una vena di grande delusione nei suoi occhi e le chiedo “Sei sicura di stare bene?” e lei mi risponde..

“Ma si tutto bene, solo chi non fa no sbaglia e comunque ho fatto una cagata a licenziarmi”

Opinione – Storia 2:

Un mio cliente mi vuole proporre un progetto (?!?!) Cos’è questo progetto?

E’ un altro network, questa volta è roba cosmetica e integratori. So che lui fa o faceva anche Lyconet e gli chiedo come va.

Mi dice che sta cercando in tutti modi di fare due soldi extra per potere ripagare i 5000 € buttati nel cesso con Lyconet.

Non mi interessano i cosmetici, e gli dico, che mia moglie manco li usa e lui i dice, che sua moglie lo sta insultando tutti i giorni, perchè sono due anni che non vanno in vacanza per sta cagata di lyoness e che non deve sapere che lui sta facendo un altro network.

“Comprami almeno qualcosa” mi dice.

Preso da compassione gli prendo un bagno schiuma e un crema per mia moglie, 30 €.

Opinione – Storia 3:

Arriva un mio cliente, mi paga e prima di andare via mi chiede se gli passo la card.

Gli dico che sto uscendo dal circuito, che gliela passo giusto per cortesia personale, ma che è l’ultima volta.

Mi guarda e mi dice “Beato te che ne esci, io ci sono impelagato fino al collo, ho anticipato un sacco di soldi e non posso uscire”.

Così mi racconta che aveva fatto il livello 6, (ha un azienda di serramenti) convenzionando quasi tutti i suoi fornitori, praticamente sotto minaccia, tutti premium, tutti con vari cloud…

Poi ha iniziato a coinvolgere i clienti, ma la cosa gli è sfuggita di mano, aveva questo tarlo in testa di fare “posizionen, posizionen, posizionen”.

La voce è iniziata a girare e i clienti, invece di aumentare sono iniziati a diminuire.

Era talmente invasato e rompicoglioni, che due dei sui migliori collaboratori si sono licenziati.

Ora sta divorziando e ha seri problemi di liquidità”.

Chiarimento.

Siamo stati accusati di “esserci inventati” l’accusa ad opera dell’AGCM di schema piramidale per Lyoness.

In realtà, l’avvio delle indagini riguarda anche quello. Non a caso, si dice nell’avviso:

L’articolo 23, comma 1, lettera p), del Codice del Consumo menzionato, riguarda proprio:

“avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti”.


Puoi trovare riscontro qui: Articolo 23 Codice del consumo.

Chiariamo il discorso Lyoness – Norvegia.

Lyoness in Norvegia non risulta condannata, perchè l’autorità che ha imposto il blocco, non ha questo potere.

E non può procedere, finché non viene presentata una denuncia da parte di uno o più (ex) distributori Lyoness.

Quello che ha fatto Lottstift, l’autorità che equivale all’AGCM in Norvegia, è congelare l’azienda, lato network, in attesa di sviluppi.

Ciò significa che, sebbene Lyoness in Norvegia possa ancora operare come azienda:

  • Non può reclutare nuovi distributori.
  • Non può inserire nuove aziende.
  • Non può vendere buoni sconto.
  • Non può vendere quote Cloud.

Puoi approfondire leggendo qui.

Aggiornamento 6 ottobre 2018.

Le indagini, nonostante tante fake news messe in giro dai vari President, vanno avanti.

Dal 12/09, è stato disattivato l’easy Shop sul portale per i nuovi incaricati, mentre resta attivo per i vecchi.

Cos’è l’easy shop? Si tratta di una sorta di autoship di Lyoness, in pratica ordine continuativo mensile dei buoni sconto.

I vertici Agcm, i vertici del Codacons, e i vertici di Lyoness Italia si sono incontrati settimana scorsa, ed è emerso come i buoni sarebbero “illegali”, secondo i regolamenti Europei.

Che poi è lo stesso motivo per cui il network è stato bloccato in Norvegia.

Quindi è previsto un incontro in Austria per la definizione di un nuovo “prodotto” che li sostituisca.

Chi vi aveva detto “tuttappò”, non aveva capito molto della gravità della situazione, ma aumentano le possibilità che si arrivi ad un accordo per non chiudere Lyoness.

Aggiornamento 6 novembre 2018.

Pubblicate le condizioni del nuovo buono sconto Lyconet/Lyoness.

Qui un approfondimento.

Aggiornamento 22 novembre 2018.

Uno dei nostri allievi ha provato a esercitare il diritto di recesso dall’azienda, chiedendo il contestuale rimborso dei buoni non utilizzati.

Considerando che l’AGCM contesta a Lyoness anche il mancato rispetto delle imposizioni contenute nell’articolo 66-bis sui rimborsi, la risposta che ha ricevuto l’utente non solo ci sembra fuori luogo, ma anche preoccupante, perchè indice di una mancata flessione dell’azienda alle norme che tutelano i diritti degli Incaricati alla Vendita a Domicilio in Italia.

Eccola:

“L’accordo Lyconet, che ha accettato in data XX/XX/XXXX, ha durata un anno, quindi sarà possibile recedere dall’accordo solo a partire da un mese prima della scadenza dell’accordo. 
L’importo che ha versato pari a € X.XXX,XX è stato utilizzato per l’acquisto di buoni sconto/discount voucher; 

I Buoni Sconto sono regolati dalle condizioni di utilizzo che trova in allegato e che ha accettato in fase di conferma dell’ordine; come può vedere al punto 5.6 e 6 i buoni non possono essere rimborsati”

Cosa dicono questi punti lo puoi leggere qui:

“5.6 Il Marketer non può richiedere la restituzione di buoni sconto non utilizzati, ma può fare una richiesta di Re-Cash in conformità a queste disposizioni.

6. Restituzione di buoni sconto

Buoni inviati da Lyoness o emessi online sono esclusi dalla restituzione e, in linea di massima, i pagamenti effettuati non vengono rimborsati cosí come la maggior parte dei buoni sul mercato. La responsabilità giuridica per i vizi della cosa non viene intaccata. Le rivendicazioni per i vizi della cosa si prescrivono entro un anno dall’acquisto del buono sconto”.

C’è molta confusione online, sui Paesi in cui Lyoness è operativa, e in quali non può operare a causa di condanne. Quindi, ricapitoliamo:

  • Lyoness in Austria è aperta? Lyoness è già stato contrassegnata dall’Autorità come schema piramidale. Sono infatti ritenuti illegali i contratti, che violano la legge austriaca sugli schemi piramidali in 61 clausole del contratto.
  • Lyoness in Germania è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, l’Autorità ha avviato un’indagine preliminare contro l’amministratore delegato di Lyoness Germania. È accusato di frode e di condurre uno schema piramidale sul territorio nazionale. Secondo l’articolo pubblicato sul Bild, che cita due casi ad esempio: Christoph Heitmann avrebbe investito 17 mila euro tra il 2011 e il 2013,  chiesti in prestito alla banca; Frank Köhler (60 anni), avrebbe investito circa 30.000 euro negli anni passati. E nessuno dei due avrebbe mai visto un euro.
  • Lyoness in Norvegia è aperta? Si, è aperta come comunità d’acquisto esistente (cashback), ma non può operare come opportunità di guadagno (Lyconet), e non può inserire nuove aziende nel circuito.
  • Lyoness in Repubblica Ceca è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, è sotto indagini per motivi di privacy e gestione dei dati personali.
  • Lyoness in Svezia è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, il suo business model è stato condannato come schema piramidale. Ma a causa del sistema societario di gestione dei Paesi, il pubblico ministero sta ancora indagando per capire chi perseguire legalmente.
  • Lyoness in Svizzera è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, le indagini hanno mostrato come il contratto Lyconet violi le leggi svizzere (qui la fonte). Quindi, i partner sono invitati a chiedere i rimborsi.
  • Lyoness in Ungheria è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, è stata condannata per pubblicità ingannevole.
  • Lyoness in Polonia è aperta? Sebbene sia ufficialmente aperta, le indagini hanno mostrato come il contratto Lyconet violi le leggi nazionali.
  • Indagini su Lyoness/Lyconet/Myworld risultano in corso anche in Francia, Polonia, Grecia e altri Paesi Europei, Italia compresa.
  • Trovi maggiori informazioni sugli altri Paesi, aggiornate, qui.

La famigerata “certificazione Codacons” a favore di Lyoness.

Codacons non ha “certificato” Lyoness.

In Italia, determinate tipologie di aziende che lavorano con i privati sono obbligate a pubblicare una “Carta dei Servizi“, una sorta di impegno tra l’azienda e i suoi clienti, che non è altro che un’adempimento burocratico.

Ciò che ha fatto Lyoness è adottare una Carta dei Servizi sul modello suggerito dal Codacons, carta che Codacons ha approvato.

Lo fanno le aziende proprio per farci su un po’ di marketing, come quelle che si uniscono ad Avedisco per poter mettere il loghetto sul sito.

Quindi, è un pezzo di carta fine a sé stesso.

In più, la Carta dei Servizi “approvata da Codacons”, non riguarda il network Lyconet, ma la Shopping Community Lyoness.

Nessuna autorità ha mai contestato la Shopping Community. E’ sempre finita sotto indagine, e condannata, la Lyconet, ovvero l’opportunità di guadagno legata a Lyoness.

Qui trovi la carta dei servizi “certificata da Codacons“.

Fra le altre cose, la carta neppure cita Lyconet.

Per inciso, Codacons e Avedisco non sono enti pubblici. Sono associazioni private.

Sarebbe come vantarsi di essere certificati dal circolo “Associazione Bocciofila Manca Uno”. Sarà pure figo da dire, ma all’Agcm o alla Guardia di Finanza interessa tanto quanto.

Aggiornamento 23 novembre 2018: Sospeso l’OK CODACONS.

Il Codacons, con un breve comunicato sul suo sito, annuncia di aver sospeso il suo OK Codacons all’azienda Lyoness.

Ecco le parole del comunicato ufficiale (fonte):

Aperta Istruttoria Antitrust su Lyoness Italia SRL: Sospeso l’OK Codacons. 

Dal momento che è stata aperta un’istruttoria davanti all’AGCM a carico di LYONESS ITALIA S.R.L., per nostro regolamento siamo costretti a sospendere l’Ok Codacons.Ovviamente ci auguriamo che gli accertamenti che saranno svolti dall’Antitrust si definiscano in favore dell’azienda e che quindi questa sospensione possa avere una durata limitata.Come doveroso, però e per intanto, diamo notizia dell’accaduto così da garantire la massima trasparenza nei confronti dei consumatori.

Aggiornamento 06 dicembre 2018: Data di chiusura delle Indagini AGCM in Italia.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dall’autorità norvegese per le lotterie, l’AGCM in un colloquio telefonico avrebbe specificato che sarà comunicato l’esito della fase istruttoria entro la fine di dicembre 2018.

Aggiornamento 14 gennaio 2019: Lyoness condannata per Schema Piramidale.

Oggi Lyoness  è stata condannata per SCHEMA PIRAMIDALE, ad una sanzione complessiva di 3 milioni e 200 mila euro, a rimborsare tutti gli aventi diritto e a sospendere l’attività di reclutamento, finché non presenterà un nuovo piano marketing che soddisfi i requisiti richiesti dal Codice del Consumo.

Leggiamo quanto dichiarato nel comunicato stampa:

“L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a conclusione di un complesso e articolato procedimento istruttorio, nella riunione del 19 dicembre ha accertato che il sistema di promozione utilizzato dalla società Lyoness Italia S.r.l. per diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback (ovvero con la restituzione di una percentuale del denaro speso presso gli esercenti convenzionati) è scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali, fattispecie annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali in ogni caso ingannevoli.

Il sistema di promozione, utilizzando il pretesto del descritto vantaggio degli acquisti con cashback, si sostanzia in realtà nel reclutamento di un numero elevato di consumatori ai quali viene richiesto, dopo aver assunto la veste di incaricato alle vendite, di pagare una fee di ingresso particolarmente elevata per accedere al primo livello commissionale (pari a 2.400,00 euro) e iniziare la “carriera” come Lyconet Premium Marketer. Successivamente, essi devono reclutare altri consumatori, nonché effettuare ulteriori versamenti per confermare e progredire nella “carriera”.

L’istruttoria svolta ha consentito di appurare che la possibilità di ottenere uno sconto differito sugli acquisti sotto forma di cashback costituisce in realtà un aspetto secondario del volume economico generato dal sistema Lyoness (pari a circa 1/6 dei ricavi complessivi). Infatti, il conseguimento di elevati livelli di Shopping Points – il meccanismo di remunerazione del piano di compensazione – è in sostanza possibile solo con versamenti di somme di denaro da parte dei consumatori aderenti o da parte dei soggetti da questi ultimi reclutati. Da quanto emerso, numerose decine di migliaia di consumatori hanno versato le predette somme di denaro per entrare, partecipare e rimanere nel sistema e solo pochissimi soggetti sono effettivamente riusciti a conseguire posizioni rilevanti.

L’Autorità ha, inoltre, accertato le modalità ingannevoli con le quali sono prospettate le caratteristiche, i termini e le condizioni del sistema di promozione Lyoness, aspetti non adeguatamente chiariti sia sui siti internet che negli eventi promozionali, nonché l’assenza in detti siti internet di talune informazioni essenziali richieste nelle vendite a distanza, quali quelle sulle modalità di trattamento dei reclami, sul diritto di recesso e sul foro competente.

Pertanto, alla luce delle numerose evidenze raccolte anche grazie alla collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, l’Autorità ha concluso il procedimento comminando una sanzione complessiva di euro 3.200.000”.

Qui il testo originale, con il link al testo completo (37 pagine!) del provvedimento:
Vendita piramidale e promozione ingannevole, sanzione da oltre 3 milioni a Lyoness.

Aggiornamento 30 Gennaio 2019: Chiarimenti su Lyconet, contro bufale e mistificazioni.

Ho scritto un nuovo articolo, che trovi in questa pagina, in cui chiarisco le conseguenze reali per Lyconet, in seguito alla decisione dell’AGCM. E cosa fare se sei un Marketer Lyconet attivo.

Aggiornamento 12 Febbraio 2019: Lyoness bandita dalla Norvegia.

Il tribunale per il riesame respinge il ricorso. Lyoness bandita definitivamente dalla Norvegia. Qui la notizia.

Aggiornamento 8 marzo 2019: fioccano le cause per riottenere i soldi.

Nonostante l’AGCM abbia sanzionato Lyoness per le sue politiche sui rimborsi che violano le leggi a tutela dei consumatori, l’azienda continua a rendere arduo per le proprie vittime riavere indietro i loro soldi.

Ecco le class action attualmente attive o in fase di attivazione di cui siamo a conoscenza:

Aggiornamento 13 marzo 2019.

L’autorità Norvegese ribadisce la natura di SCHEMA PONZI per Lyoness/Lyconet/myWorld.

Aggiornamento 21 marzo 2019.

Sono terminati i 60 giorni di osservazione, e l’AGCM ha decretato in via definitiva su Lyoness/Lyconet, secondo quanto comunicato da un funzionario del servizio ACGM.

Serviranno probabilmente altri 20 giorni, perchè questa decisione venga pubblicata ufficialmente sul sito dell’Antitrust, ma fonti informate sostengono che il verdetto sia stato pronunciato.

3 maggio 2019: Aggiornamento sul ricorso al Tar in Italia.

“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Roma, Sezione Prima, sospende parzialmente, nelle more, l’efficacia del provvedimento gravato mantenendo fermo tuttavia l’obbligo di cessare l’attività di reclutamento di altri membri della community.

Fissa, per la trattazione del merito, l’udienza pubblica del 25 marzo 2020″.

Ciò significa che fino al 25 marzo 2020, pur potendo continuare ad operare in Italia, Lyoness non può più reclutare nuovi membri nella community.

Dal nostro gruppo pubblico su Facebook puoi scaricare il file della decisione (in PDF):

https://www.facebook.com/groups/propagalo/permalink/397040307694304/

Ultime notizie su Lyoness/Lyconet/Cashback World/MyWorld.

  • Giugno 2019: Aggiornamento dalla Svizzera: Il tribunale nazionale di Werdenberg-Sarganserland, nel Cantone San Gallo (di lingua tedesca), ha condannato Lyoness per schema piramidale. Qui la notizia completa, con le parti salienti della sentenza.
  • Luglio 2019: Aggiornamento dall’Italia: Il quotidiano del Verona Network “Daily” comunica che è patita ufficialmente la class action contro Lyoness promossa da “Studio 3A-Valore S.p.A”.Qui la notizia completa.
  • Luglio 2019 – Aggiornamento dall’Austria: La Corte Suprema Austriaca condanna il “gioco delle tre carte” di myWorld/ Lyoness/ Lyconet! Cliccando qui puoi leggere l’articolo completo.
  • Luglio 2019 – Aggiornamento dall’Austria: Il marketer lyconet svizzero Ede Buser condannato in tribunale per diffamazione. Qui la notizia.
  • Luglio 2019 – Aggiornamento dalla Germania: Riaperta indagine preliminare contro Guido van Rüth, ex Ceo Lyoness, per il presunto reato di truffa. Qui la notizia
  • Agosto 2019 – President Lyoness dichiara: “promuovere gli acquisti è un errore”. Qui la notizia
  • Agosto 2019 – Aggiornamento dall’Italia: A Lucca, aperte indagini contro ignoti, per truffa aggravata, che vedrebbero coinvolta Lyoness. Qui la notizia ufficiale
  • Agosto 2019 – Aggiornamento dall’Italia: A Vicenza, aperte indagini contro ignoti, per truffa aggravata, che vedrebbero coinvolta Lyoness. Qui la notizia ufficiale
  • Settembre 2019 – 4 nuovi Paesi in apertura – Lyconet è pronta ad abbandonare l’Italia? Qui la notizia
  • Ottobre 2019 – Aggiornamento dalla Germania – Dopo essere finita sotto indagine a Colonia, Lyoness cerca di limitare i danni… a spese dei suoi marketer! Qui la notizia.
  • Ottobre 2019 – Aggiornamento dalla Norvegia – La rete Lyoness continua a funzionare nonostante il divieto ufficiale. L’autorità sta valutando l’intervento della Polizia? Qui la notizia.

Trovi le ultime notizie aggiornate qui.

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Antonio Russo
 

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